Reprter di provincia
Oggi ho da raccontare le mirabolanti imprese della reporter che ho scoperto in me. In vista delle elezioni amministrative i giornali locali si mobilitano alla caccia di polemiche curiosità. Così io mi sono ritrovata a fare l’inviata speciale nel piccolo villaggio lacustre di Eglo.
Il paesino vive da anni dominato da una tirannia democristiana riconvertita a forzismo mascherato da lista civica in tempi recenti.
E’stato colpito dalla maledizione dell’acqua potabile verde ed è dilaniato da campanilismo e guerre intestine tra frazioni rivierasche e colinari. Quest’anno però l’eroico lavoro di sensibilizzazione popolare dei due sfidanti sta risvegliando interesse nell’amministrazione pubblica e desiderio di cambiamento.
Ieri ho fatto la reporter d’assalto all’inugurazione del lido restaurato nella frazione di Arlo. Nel clima elettorale teso per la presenza dei gazebo degli irreducibili oppositori alla tirannia azzurra, un bontempone locale si diverte agettare acqua sul fuoco. La mattina del dì di festa compaiono per le strade ironici volantini che mettono in guardia i cittadini da un possibile e probabile dominazione di Arlo sull’intera comunità e dal malvagio candidato sindaco azzuro dell’amministrazione uscente dal parrucchino sospetto.
A parte le quisquiglie politiche, il mio momento di gloria l’ho avuto all’arrivo nella piazza di Arlo, gremita di gente e invasa dalle auto. Conoscendo la mia paranoia del parcheggio puoi immaginarti il panico. Ma ecco che mi viene incontro uno degli sfidanti al trono di primo cittadino che mi indica proprio un posteggio (regolarissimo) dietro il suo gazebo.
Queste sono sodisfazioni. Nonostante la redribuzione pari ai famosi bambini che cuciono i palloni, ho qualche soddisfazione in più oltre che spese per benzina e telefono.
Sono questi piccoli episodi che ti danno una botta di autostima. Meglio di una terapia dallo stricciacervelli, che poi ti lascia sempre intendere che il problema sei tu.
Le soddisfazioni però arrivano sempre in coppia.
‘Sto pomeriggio, aprendo la mia posta elettronica, trovo una mail di un professore fulminato a cui avevo fatto un’intrevista per un progetto di risparmio energetico. In altro non consisteva che nello spegnere scientificamente la luce e calcolare il risparmio con dati e tabelle. Comunque il progettone ha funzionato ed ha permesso di risparmiare alla scuola il 55% dell’energia. Niente poco di meno che La Repubblica si è ispirata al mio articolo ed ha usato la mia foto. Ora grazie ai numeri de La repubblica on line il progetto è stato ripreso da vari siti internet. Addirittura da Jacopo Fo.
Insomma cosa vuoi che sia la precarietà economica, lavorativa ed esistenziale in confronto a soddisfazioni del genere?


