Una rosa rosa

Oggi ero in un bar con un mio amico: un ragazzo marocchino che lavora in una piccola ditta locale e non arriva a guadagnare 1000 euro al mese. E’ entrato uno di quei tipi che vendono rose e che tutti i ignorano. I due si conoscevano, non erano grandi amici ma avevano una certa confidenza.

Il tipo mi ha chiesto il colore preferito delle rose e me ha regalato un fiore. Io ho preso i due euro dal portafoglio, ma lui ci teneva che  fosse un regalo. Quando se ne è andato mi ha spiegato che si conoscono perché si incontrano in giro e ogni tanto lo aiuta con dei soldi.

3, Aprile 2008. Senza Categoria. Nessun Commento.

Il supermarket della mia infanzia

Sono stata a fare la spesa nel supermercato di fiducia della mia nonna. Ha insistito che io ci andassi per via di una promozione che regalava un piatto ogni 10 euro di spesa più 90 centesimi.

Abituata agli iperstore dove i commessi girano in pattini a rotelle, gli scaffali sembravano bassi e i corridoi stretti. Il carrello si è riempito con il pane ed un paio di pacchetti di tortine e le ruote, probablimente poco ammortizzate, provocavano uno strano rumore quando scivolavano sul pavimento irregoalre. Mi riportava alla mia infanzia.

Era sabato pomeriggio all’ora di punta, eppure c’erano una decina di persone a fare la spesa e nessuna di loro aveva più di un cestello di viveri.

La carne non era nei contenitori di polistirolo, ma ho spiegato ad un signore cosa volevo e mi ha tagliato al momento le fette di carpaccio. Mi hanno messo in difficoltà le domande un po’ invadenti sui dettagli della ricetta a cui era destinata il pezzo di carne che stavo comprando.

In questo mini supermercato esiste ancora il banco della frutta. Così da non dover assistere alle pietose scene delle signore che palpano le pesche per assicurasi che non son abbastanza mature, le riposano e ne scegono un’altra.

Arrivata alla cassa ero ovviamente quella con il carrello più carico, ma sono stata la più veloce ad imbustare. Non ho accumulato ritardo rispetto al ritmo della cassiera nel far passare le etichette sul lettore ottico e avevo riempito le mie borse prima del vedetto del prezzo. Ho chiesto i piatti che mi spettavano, ma non ne avevano abbastanza…

Mi è piaciuto tantissimo questo supermercato.

Perché la gente preferisce sempre di più gli ipermercati e io no ?

11, Novembre 2006. mafalda. Nessun Commento.

Fotografia di un funerale

Oggi ho fatto la giornalista di provincia. Banale cronaca semi-nera: un funerale di una Pollianna trentaquattrenne morta di incidente, la malattia non è altrettanto popolare.
Sono una rerpoter tuttofare: articolo + foto.

Per l’occasione mi sono armata di una nikon coolpix2100 prestata dal fratello, visto che la mia canon ixus30 è defunta da mesi. Il problema è che non ho la grinta della reporter. Al passaggio della bara della gente qualsiasi si è messoa in mezzo ed io non sono riuscita a evitare di prendere inutili teste. Ovviamente la foto è oscena.

Mi sono dilungata sul sagrato per immortalare la folla e quando ho cercato di entrare in chiesa era strapiena. Io non ho certo sgomitato per entrare: non mi sembra proprio elegante. Mi sembrava irrispettoso voler disturbare con zoom e flahsh un momento tanto delicato.

Poi sono arrivati due fotografi seri, quelli che vendono alla carta stampata con macchine fotografiche prepotenti. Non chiedono il permesso per passare lo fanno senza scupoli, né vergogna. Idem per il cameramen ritardatario che ha fatto le sue tre inquadrature, sempre le stesse, una panoramica orizzontale, una verticale e un campo medio, poi è entrato ovviamente con la sicurezza di chi con l’informazione ci vive e ritiene sia un servizio.

Ho aspettato pazientemente la fine della messa per scattare all’uscita della bara. Un po’ come di fa con gli sposi. Ma, quando ho riacceso la macchinetta fotografica è uscito il simbolino rosso delle batterie scariche. Penso di poter fare ancora qualche scatto senza schermo lcd e invece si spegne senza possibilità di appello. Che frustrazione!

Alla fine sono riuscita a piangere anche per il funerale di una perfetta sconosciuta. Ma forse non è poi così strano, anche al cinema si fa lo stesso.

E’ giusto che un giornalista o un fotografo per documentare quello che succede ne sconvolge gli equilibri? Oppure sono io l’imbranata e cerco delle giustificazioni al mio comportamento?

8, Novembre 2006. lois lane. Nessun Commento.

Girasoli per una bambola

.flickr-photo { border: solid 2px #000000; }.flickr-yourcomment { }.flickr-frame { text-align: left; padding: 3px; }.flickr-caption { font-size: 0.8em; margin-top: 0px; }



Girasoli per una bambola, originally uploaded by linusvanpelt248.

7, Novembre 2006. flickr's foto. Nessun Commento.

Everest

.flickr-photo { border: solid 2px #000000; }.flickr-yourcomment { }.flickr-frame { text-align: left; padding: 3px; }.flickr-caption { font-size: 0.8em; margin-top: 0px; }


Everest, originally uploaded by Meng(Michael).

27, Ottobre 2006. flickr's foto. Nessun Commento.

Oltre gli 8000

Riprendo a scrivere senza preoccuparmi degli enormi salti temporali.

Ho riacquistato entusiasmo e fluidità nella lettura grazie ad un libro incontrato per caso. La mia vita al limite di Reinhold Messner. Sono stata alla presenzatazione con la leggenda dell’alpinismo in carne ed ossa. Affascinante. Ora Renhold sta sul mio altare di icone rivoluzionarie, insieme a Gesù e al Ché. Dimenticavo Allende, anche se troppo democratico e sbarbato, ma forse per questo controcorrente.

Ho letto tutto d’un fiato della tragedia della morte del fratello durante la discesa dal Naga Parbat. E poi le false insinuazioni di scalatori invidiosi che hanno sparso veleno inventandosi la storia dell’abbandono. Nonostante la perdita di sette dita dei piedi per congelamento ha continuato a fare alpinismo estremo dimostrando che era possibile arrivare oltre gli 8000 metri senza bombole d’ossigeno. Una storia avvincente a parte i nomi dei canaloni e delle pareti di cui non avevo idea.

Ha diffuso un nuovo modo di concepire l’alpinismo e ha sfidato l’impossibile. Aveva una forza e una determianzione che non ho mai percepito in una persona a pochi metri da me. Sono rimasta affascinata. Ha ripetuto più volte il suo rifiuto per la piccola morale borghese fatta di regole e compromessi, mentre fuori dalla civiltà si obbedisce all’istinto che indiva ciò che è giusto.

Ora anche sull’ Everst si sale in gita turistica e io ho guradato la vetta da tutte le angolazioni con google earth.

Lascio il finale aperto. Senza conclusione né morale.

27, Ottobre 2006. superflex. Nessun Commento.

Musica, libri e film per raccontarmi

Non mi piace raccontarmi attraverso un elenco anonimo di titoli di film e libri letti, quindi scrivo qualche riga in più per descrivermi attraverso i miei interessi.

Adoro la danza moderna e contemporanea. Ho studiato per anni uno stile sperimentale indecifrabile prima di scoprire la danza africana. Per anni è stata una droga, ma purtroppo non ho ancora realizzato il mio grnde sogno di un corso intensivo di danza tradizionale in un’isola della Guinea. A periodi saltuari, secondo l’umore e gli stimoli esterni, mi sono dedicata alla fotografia. Impazzisco per il B/N, anche se ormai scatto quasi solo in digitale, e non ho paura di scadere nel banale scegliendo Cartier Bresson come fotografo preferito.

Anni di DAMS di Bologna mi hanno resa riluttante verso quei titoloni esotici e sconosciuti snocciolati con disinvoltura per spiazzare l’interlocutore. La lista dei film che amo è troppo lunga per essere compressa in una breve introduzione, ma se devo fare la TOP 5 del momento per presentarmi: I 100 passi, Fight Club, Arancia Meccanica, Memoria del saqueo, Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto.

Barry White, Village People, Raffaella Carrà, E.L.O., ABBA, Renato Zero, Tutto quanto viene etichettato come vintage e trash mi piace, soprattutto quando mette in moto le mie articolazionia ritmo dance.

Prediligo i saggi ai romanzi, ma tra i libri che mi hanno appassionata ci sono: “Oh wie schoen ist Panama” e “Ich liebe eine Tiegerente” di un autore e illustratore per bambini, Janosch. Tra i libri per adulti: “La casa degli spiriti” di Isabelle Allende e “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley.

28, Agosto 2006. superflex. 1 Commento.

Oggi finalmente comincio in una triste giornata piovosa di fine estate.

16, Agosto 2006. Senza Categoria. Nessun Commento.

Reprter di provincia

Oggi ho da raccontare le mirabolanti imprese della reporter che ho scoperto in me. In vista delle elezioni amministrative i giornali locali si mobilitano alla caccia di polemiche curiosità. Così io mi sono ritrovata a fare l’inviata speciale nel piccolo villaggio lacustre di Eglo.

Il paesino vive da anni dominato da una tirannia democristiana riconvertita a forzismo mascherato da lista civica in tempi recenti.
E’stato colpito dalla maledizione dell’acqua potabile verde ed è dilaniato da campanilismo e guerre intestine tra frazioni rivierasche e colinari.
Quest’anno però l’eroico lavoro di sensibilizzazione popolare dei due sfidanti sta risvegliando interesse nell’amministrazione pubblica e desiderio di cambiamento.

Ieri ho fatto la reporter d’assalto all’inugurazione del lido restaurato nella frazione di Arlo. Nel clima elettorale teso per la presenza dei gazebo degli irreducibili oppositori alla tirannia azzurra, un  bontempone locale si diverte agettare acqua sul fuoco. La mattina del dì di festa compaiono per le strade ironici volantini che mettono in guardia i cittadini da un possibile e probabile dominazione di Arlo sull’intera comunità e dal malvagio candidato sindaco azzuro dell’amministrazione uscente dal parrucchino sospetto.

A parte le quisquiglie politiche, il mio momento di gloria l’ho avuto all’arrivo nella piazza di Arlo, gremita di gente e invasa dalle auto. Conoscendo la mia paranoia del parcheggio puoi immaginarti il panico. Ma ecco che mi viene incontro uno degli sfidanti al trono di primo cittadino che mi indica proprio un posteggio (regolarissimo) dietro il suo gazebo.

Queste sono sodisfazioni. Nonostante la redribuzione pari ai famosi  bambini che cuciono i palloni, ho qualche soddisfazione in più oltre che spese per benzina e telefono.

Sono questi piccoli episodi che ti danno una botta di autostima. Meglio di una terapia dallo stricciacervelli, che poi ti lascia sempre intendere che il problema sei tu.

Le soddisfazioni però arrivano sempre in coppia.
‘Sto pomeriggio, aprendo la mia posta elettronica, trovo una mail di un professore fulminato a cui avevo fatto un’intrevista per un progetto di risparmio energetico. In altro non consisteva che nello spegnere scientificamente la luce e calcolare il risparmio con dati e tabelle. Comunque il progettone ha funzionato ed ha permesso di risparmiare alla scuola il 55% dell’energia. Niente poco di meno che La Repubblica si è ispirata al mio articolo ed ha usato la mia foto. Ora grazie ai numeri de La repubblica on line il progetto è stato ripreso da vari siti internet. Addirittura da Jacopo Fo.

Insomma cosa vuoi che sia la precarietà economica, lavorativa ed esistenziale in confronto a soddisfazioni del genere?

22, Maggio 2006. Senza Categoria. Nessun Commento.

Inizio alle cinque del mattino

Avrei voluto iniziare il blog molto temo fa’, quando la mia vita da damsiana bolognese ed erasmus barcellonese era un po’ più interessante di quella di una lavoratrice precaria fidanzata a distanza nell’umido varesotto. Ma la tecnologia è arrivata in ritardo e il tempismo non è certo tra le mie doti. Il progetto si lasciare un messaggio nella bottglia, a me ed alla mia socia, è venuto da tempo, fin da quando le nostre avventure erano minutamente documentate da un fitto scambio di e-mail, poi tristemente formattate da un tecnico informatico incompetente.

Comunque oggi ci siamo. Non so perché l’ispirazione mi si avenuta un qualsiasi 30 di aprile alle cinque e mezza del mattino, ma è così. E da oggi prometto di essere puntuale nelle mie cronache anche se non prometo grandi avvnture dalla spondamagra. Come accennato ho un fidanzato che vive in un altro stato e parla un altra lingua, ma mi è sempre piaciuto complicarmi l’esistenza. Attualmente la mia vita ha la tristezza della domenca pomeriggio solitaria senza avere le aspettative del sabato sera che può rivoluzionarti l’esistenza. Fortunatamente i pohi giorni al mese che ci si riesce ad incontrare la perseveranza e l’astinenza ripagano ampiamente della frustrazione giornaliera. Altrimenti non si spiegherebbe tanta esteroflia. Oggi però è un giorno di quotidiano skazzo sommato agli sbalzi ormonali mensili e ciò rende la mia prospettiva sugli avvenimenti più caustica del solito.

Ovviamente sono una lavoratrice precaria, ma sono una di quelle ecczione che stanno nella famosa legge 30 a tutti gli effetti. Non arrivo in ufficio tutti i giorni alla stessa ora mascherando con un contratto a progetto un impiego da segretaria. Io lavoro da precaria estrema ed ho ricevute di pagamento per almento 7 o 8 enti diversi, ma dovrei fare il conto per essere precisa. Questo non rende la mia situazione migliore: guadagnando come una dipendente e lavorando saltuariamente le mie finanze sono disastrose. L’unica soddisfazione è che quando mi telefonano mi chiedono gentilmente se sono disponibile. Ovvio che il ricatto del vile denaro fa sì che io lo debba essere sempre. Il vantaggio è che mi posso prendere delle vacanze, che sono in realtà assenze dal lavoro, quando voglio e senza rendere conto a nessuno. Questo è già un bel vantaggio quando si dipende sentimentalemtne da qualcuno che vive oltre le Alpi.

Come intro c’è già un pò di tutto. Domani sarò alla May day sperando ci siano altre figurine. Se riesco ad alzarmi in tempo vado anche al corteo mattutino a fischiare la Moratti, che non capisco le polemiche dato che fischi e applausi sono i rischi di un personaggio pubblico dal calciaore al cantante lirico. Peccato che non sappia fischiare ma conto di imparare per l’occasione.

Ora aspetto solo che la mia socia faccia da contrappunto alle mie elucubrazioni.

30, Aprile 2006. mafalda. Nessun Commento.